
foto web dal profilo FB G. Dotto
Qualche giorno fa sono stata contattata da Radio News per una breve intervista sull’argomento della distanza sociale e qui volevo fare qualche riflessione con voi rispetto alle cose emerse.
Il contatto fisico non è solo un’abitudine ma un elemento necessario per una buona crescita mentale e fisica dei più piccoli, ci sono moltissimi studi in proposito, ma anche per i più grandi è importante mettere in atto un comportamento sociale favorevole, cioè un’azione volontaria di cui beneficia un altro. Colivare l’abitudine del contatto fisico: aumenta la capacita’ di empatia, l’accettazione dell’altro, combatte gli aspetti depressivi, stimola in modo benefico il sistema nervoso e il sistema immunitario.
Come dicevo è un argomento ampio ma per aver chiaro quali effetti benefici ha il contatto fisico possiamo pensare che effetto ha su di noi un abbraccio quando chiediamo aiuto o ricevere una semplice parola di conforto; se abbiamo contatto fisico tendiamo a instaurare un rapporto più onesto e affidabile con l’altro , si diventa piu’ collaborativi e il tocco o la vicinanaza aiuta a mantenere l’attenzione in un compito o nell’apprendimento. L’effetto benefico del contatto fisico è anche direttamente sul corpo infatti c’è una riduzione del cortisolo ( così detto ormone dello stress ) con un maggior funzionamento del sistema immunitario e del metabolismo, aumenta anche il legame sentimentale perchè favorisce la produzione di un altro ormone l’ossitocina creando una sensazione mentale e fisica di benessere. C’è un risvolto anche dal punto di vista produttivo infatti si è visto che dipendenti con un benefit legato al contatto fisico ( massaggi, terapie, cure del corpo…) diventavano maggiormente produttivi ma basta pensare alle prestazioni atletiche che venivano sostenute dagli allenatori con riti legati al contatto fisico.
Ed allora come poter tamponare questa mancanza ? come aiutare i più piccoli e i ragazzi? Possiamo consigliare loro di non accontentarsi di comunicare via chat ma di usare almeno i vocali , ancor megliole videochiamate. Non sarà la stessa cosa ma almeno aumentiamo lo spettro della comunicazione coinvolgendo altri sensi. Ai più piccoli stiamo più vicino, anche fisicamente, non trascuriao questo aspetto e ricordiamo loro che sarà solo per un periodo poi si tornera’ ad abbracciarsi e giocare vicini, magari possiamo suggerire ai bimbi di inventarsi riti e formule di saluto che gli facciano sentire quel senso di appartenenza che la vicinanza fisica di solito cementa.